like a tomb. neo green goth.
Il Verde ed il Nero
alla ricerca di un'ombra invincibile
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April 25, 2026
March 21, 2026
vie d'acqua perdute
come un castello le cui mura difendono il suolo umido da un presente devastante, queste pareti che conducono ad una porta vinciana resistono da molti secoli accompagnandosi solo al ricoprirsi stagionale di encomiabili rovi. la natura idraulica della zona li porta ad avere momenti di secca, e dall'alto con vertigine vedo crescere erba ed alberi, un'isola in cui il tempo è leggermente sfasato e capace di comunicazioni istruttive per chi possa discendere. e il racconto farà circa così: tutt'attorno puoi vedere una palude con la sua mal'aria (solo per pochi eletti respiro vitale), esseri umani vi ci vagano persi ma determinati ad assolvere alcuni compiti di stabile convivenza con l'ecosistema. ad un certo punto per una convoluzione tetra di menti cristalizzate e fredde l'acqua precipiterà verso un tempo senza ritorno, il cui strappo sentirai vivo come se mancasse un'esteso lembo di epidermide dal petto al basso ventre. esposto a rami che da cunicoli senza luce scappano veloci alcuni potranno essere trafitti, e riportati in tumuli sotterranei nella penitenza di dover sentire in una veglia senza fine la storia mancata di questi luoghi. la primavera, a portata di mano, eppure per sempre irraggiungibile.
February 23, 2026
October 31, 2025
August 29, 2025
Elogio dell'albero. Dal libro di Tristan Gooley, "Leggere gli alberi": «l'arte di leggere gli alberi consiste nell'imparare a riconoscere forme e strutture e capirne il significato. Non si tratta di individuare la specie. I nomi degli alberi sono molto meno importanti di quanto si possa pensare».
Se un albero ha la sua ombra, se ci vedo in controluce sulle foglie sottili la trasparenza verde e luminosa, se appoggio la mano sulla corteccia e mi fermo sotto non ho bisogno di sapere il suo nome. Se sento attorno il profumo caratteristico, se la mente vaga prendendo elementi dall'ambiente attorno e costruisce fantasie sotto le fronde, io il nome lo so già, senza bisogno che ci sia la capacità o il bisogno di pronunciarlo. Quella conoscenza e quel sentire sono dentro chi assiste. Il Logos sparisce nella sua vaghezza incolore sostituito dalle linfa che si ramifica in bianco misto a verde.
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